Il territorio di Recoaro porta memoria tangibile dei grandi eventi bellici del ‘900, le due tristemente note Guerre Mondiali. Alla storia studiata sui libri proponiamo di affiancare la lettura degli eventi qui occorsi - forse simili, ma non uguali rispetto ad altre zone interessate dai medesimi conflitti - attraverso i manufatti rimasti, i reperti raccolti e i racconti conservati di quanti hanno vissuto in prima persona quei terribili anni.
1) MUSEO DELLA VITA DEL SOLDATO NELLA GRANDE GUERRA
Il museo sarà aperto da primavera 2010
Il Museo accoglie una nutrita serie di oggetti e materiali d’uso quotidiano impiegati dai soldati sul fronte alpino della Prima Guerra Mondiale. Recuperati dal recoarese Antonio Storti nei luoghi di battaglia, soprattutto nella zona dell’Adamello e del Pasubio, in più di trent’anni di ricerche, i manufatti sono stati donati alla Comunità perché possano visibilmente testimoniare un’epoca, gli anni della Grande Guerra, che tanto ha inciso nella vita del paese di Recoaro e del suo territorio.
Gli oggetti esposti offrono una viva testimonianza delle condizioni in cui si svolgeva la vita quotidiana di migliaia di soldati al fronte: dal vestiario all’alimentazione, dall’igiene personale ai lavori di trincea, dalla difesa individuale ai rari momenti di tranquillità. Alcuni pezzi sono veramente rari e originali, non forniti direttamente dall’esercito ai soldati, ma fabbricati da questi ultimi o acquistati nelle retrovie del fronte.
Durata visita: 1 ora circa
Costo: entrata gratuita
Note: Le visite al museo saranno possibili da primavera 2010, previa prenotazione.
2) ANELLO STORICO DI CAMPOGROSSO
E’ a tutti gli effetti un museo diffuso, un libro aperto sulla storia, ma anche sul patrimonio naturalistico locale. Lungo il percorso numerose tabelle indicano le postazioni, gli osservatori, le gallerie, i bunker, i ricoveri in caverna, le trincee, le stradine militari, le teleferiche, ed ogni altra struttura di difesa del fronte, frutto del lavoro di migliaia di soldati e civili, durante i tragici avvenimenti della Grande Guerra. Lungo il cammino non si può non meditare sulla dura vita del soldato, ma anche della popolazione civile, in quei difficili anni, sulle condizioni estreme cui si era sottoposti, con equipaggiamenti inadeguati, strutture di fortuna (pur ammirando le opere realizzate con tanto ingegno e maestria), spesso molto lontani da casa.
Tempo di percorrenza: 2/3 ore
Difficoltà: medio/bassa
Costo: attività di accompagnamento ad opera delle associazioni storiche e di volontariato ANA Sezione di Valdagno e Associazione IV Novembre di Schio.
Note: Si consiglia di abbinare il percorso alla visita del Museo “La vita del soldato nella Grande Guerra” di Recoaro.
3) MONTE CIVILLINA
Il Monte Civillina già prima della guerra fu dotato per ragioni difensive di confine di una batteria da fortezza in grado di proteggere la Valle dell’Agno da possibili infiltrazioni nemiche provenienti dal
Passo di Campogrosso. Dopo la Strafexpedition del 1916 assunse particolare importanza strategica come linea di resistenza ad oltranza e stazione di smistamento per segnalazioni ottiche di artiglieria. Alcune trincee ne proteggevano la cima da eventuali assalti di fanteria. Detto luogo servito da un acquedotto per sollevamento, era inoltre attrezzato con postazioni per cannoni, riservette per le munizioni, una polveriera, ricoveri per gli artiglieri ed i fanti a difesa del caposaldo. La salita al Civillina lungo il sentiero del Sentinello, ripristinato di recente ad opera della Comunità Montana Agno-Chiampo, permette la visita a numerose postazioni e ricoveri in caverna, anch’essi oggetto di attento recupero. Sulla cima del Civillina è stato allestito un Osservatorio, prossimamente dotato di pannelli descrittivi, da dove si può osservare tutto il fronte di guerra dell'Alto Vicentino dal Carega al Pasubio, Novegno, Altopiano di Asiago e Grappa.
Tempo di percorrenza: 5 ore circa
Difficoltà: media
Costo: attività di accompagnamento ad opera delle associazioni storiche e di volontariato ANA Sezione di Valdagno e Associazione IV Novembre di Schio.
4) ANELLO STORICO DELLA GAZZA “SENTIERO MICHELATO”
Già prima dello scoppio della Grande Guerra la Gazza era presidiata da una casermetta della Guardia di Finanza, con un piccolo distaccamento
sul Passo della Lora, a controllo di questo tratto di frontiera tra il Regno d’Italia e l’Impero Asburgico. Ai primi sentori del conflitto nelle vicinanze della caserma furono realizzati trincee, postazioni,
camminamenti, un grande muraglione difensivo e piazzole per due pezzi di artiglieria. Dopo la Strafexpedition del 1916 il colle della Gazza fu inserito nella 3ª linea di resistenza, come testimonia il trincerone che dal laghetto di Sarantonio sale fino ad incrociare la strada militare Gazza – Rove, per continuare sopra di essa fino a toccare la mulattiera che sale al passo Ristele.
Tempo di percorrenza: 3 ore
Difficoltà: medio/bassa
Costo: attività di accompagnamento ad opera delle associazioni storiche e di volontariato ANA Sezione di Valdagno e Associazione IV Novembre di Schio.
5) BUNKER DI KESSELRING
(II^ Guerra Mondiale) |
Recoaro conserva l’ultimo comando della Wehrmacht; una galleria in cemento armato, a volta, lunga una sessantina di metri, larga quattro e alta tre. Ha tre gallerie di entrata ad andamento spezzato per rompere l’onda d’urto delle bombe. Sopra, ad ulteriore protezione, una quindicina di metri di roccia. Costruito nel 1944 per volere del feldmaresciallo Albert Kesselring il grande bunker di comando, ospitò nella notte tra il 22 e il 23 aprile 1945 i maggiori esponenti politici e militari tedeschi operanti in
Italia i quali decisero, all’insaputa di Hitler, la resa della Wehrmacht agli Alleati.
Alcuni pannelli illustrativi indicano su un lato i principali eventi bellici degli ultimi tre anni di guerra, sull’altro le fasi dell’occupazione tedesca nella vallata di Recoaro, fino ad arrivare ai due episodi chiave del bombardamento e della conferenza.
Durata visita: 30 minuti circa
Costo: attività di accompagnamento ad opera delle associazioni storiche e di volontariato ANA Sezione di Valdagno e Associazione IV Novembre di Schio. |